Thriller fantascientifico
Il Protocollo Rettile
Luglio 1947, deserto del New Mexico: una squadra di soldati recupera i frammenti di un velivolo e quattro corpi che nessun medico sa dove toccare per cercare il battito. Non sono morti: stanno aspettando. Quando si svegliano non cercano un’arma ma un nome, e sanno copiare un volto, una voce, una firma. Settant’anni dopo, a Roma, la giornalista Elena Valli stampa tre volte una fattura da diciotto milioni di dollari, perché ogni copia racconta una storia diversa. Da lì parte una pista di società senza dipendenti, notai di Zurigo e uomini morti due volte, che porta a una sigla di magazzino: CN-9, Cavità Nove. E in cielo un oggetto catalogato come 2029-KH7 corregge la propria rotta come nessun sasso dovrebbe saper fare.
Thriller di fantascienza a metà strada fra il vero e l’inventato: prologo e quarantasette capitoli, ognuno aperto da un’illustrazione in bianco e nero. Roswell, Groom Lake, i video della Marina, le audizioni al Congresso e gli oggetti interstellari sono fatti documentati; personaggi, società e vicende sono inventati. In fondo al libro la pagina «Che cosa è vero» dice con esattezza dove passa il confine.
342 pagine · 2026 · Da un’idea di Sandro Pozzati, scritto con l’intelligenza artificiale